- Settore tessile-abbigliamento. In Italia il settore tessile e della moda, merita una attenzione particolare grazie all’importanza che riveste, sia da un punto di vista occupazionale, sia da un punto di vista finanziario: sono 50.000 le imprese industriali e artigianali di piccole e medie dimensioni (88% ha fino a 19 addetti, l’8% fra 20 e 49, il 3% da 50 a 199), 20.000 quelle familiari in un settore che dà lavoro a 700.000 addetti.
 - Settore design. Il design italiano, famoso in tutto il mondo, rappresenta sicuramente uno dei fiori all'occhiello della nostra economia.
   Data la struttura dell'economia italiana caratterizzata da numerose piccole e medie imprese e da numerosi artigiani, non è possibile ricavare un dato complessivo sulla spesa delle nostre aziende nel settore del design.
   Secondo una ricerca condotta da Csil, Centro Studi Industria Leggera, su un campione di 2000 imprese, volta ad analizzare in che modo gli investimenti in "design" si collocano all'interno delle strategie aziendali, è risultato che nel mercato mondiale dell'arredamento ad esempio, l'Italia spende in media il 3,5 per cento del suo fatturato complessivo di 23 miliardi di euro.
 - Settore orafo. L’industria orafa italiana ha consolidato alcuni importanti primati nel mondo, come ad esempio l’alto valore della produzione ed esportazione, il consumo interno pro capite, l’inventiva e la perizia degli orafi (artigiani ed industriali), la fantasia dei disegnatori ecc.
   Negli ultimi anni si è sviluppata anche una nuova tendenza nell’utilizzo di macchinari specifici per la produzione sia nuova che “tradizionale”. L’apparato produttivo è costituito da circa 300 imprese industriali alle quali si aggiungono una miriade di imprese artigianali. Si arriva così a circa 10.000 produttori di oreficeria, con 46.000 addetti.
 
 
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